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Ristorante tipico & Churrascaria
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Mangiare brasiliano: storia di una cucina multiculturale

Mangiare brasiliano

Mangiare brasiliano: storia di una cucina multiculturale

Mangiare brasiliano vuol dire sedersi a tavola, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare in un mondo nuovo. Un po’ come fecero i portoghesi quando scoprirono il nuovo mondo. Un giorno sei in viaggio alla ricerca delle Indie orientali e all’improvviso ti ritrovi in Brasile. È quello che è successo ai portoghesi, che nel 1500 sono approdati per la prima volta nel nuovo mondo e si sono accorti che era più vecchio di quello che pensavano. Sulle loro navi, i portoghesi avevano di tutto: bestiame, farinacei, pesce cotto di ogni tipo, dolci, vino, miele e fichi secchi. Qualche tempo dopo gli avrebbero portato anche lo zucchero.

I portoghesi partivano dall’Europa per cercare spezie, sapori orientali, una perfetta merce di scambio (oggi come allora). Al loro arrivo, però, hanno trovato il Brasile, una terra ricca, sì, ma di manioca, dalla quale avrebbero potuto estrarre la farina o porre le basi per digestivi e bevande alcoliche. Ancora oggi, se vi capita di mangiare in un ristorante brasiliano, vi accorgerete che la manioca la fa da padrona: puoi trovarla in ogni piatto, sia dolce che salato, così come nei cocktail e nelle bevande digestive tipo gli amari.

Insomma, i portoghesi arrivano in Brasile, portano buona parte della loro cultura, ma allo stesso tempo cominciano ad attingere dalla cultura degli indios, ovviamente, che fino a quel momento coltivavano e consumavano anche patate, frutta secca e tanta, tantissima frutta esotica diversa (come la banana e il cocco, che sono divenute famose anche da noi).

La carne consumata dagli indios proveniva dalla caccia e si cucinava in un modo molto particolare (quello che oggi conosciamo come churrasco): preparavano un fosso nella sabbia, accendevano il fuoco, posizionavano i tagli di carne grossolana (spesso pelo e ossa inclusi, perché quando hai fame dai poco peso ai tagli pregiati, ovviamente) e la cenere di risultanza la utilizzavano per condire la carne stessa. I portoghesi, dall’Europa, hanno esportato pecora, mucca, anatra, maiale, galline e introduce, nella cottura della carne e non solo, un nuovo ingrediente, pressoché sconosciuto agli indios del Brasile: il sale, grande alleato anche per le conservazioni di piatti ad alto deperimento (come la carne, appunto). Così nasce, cresce e si evolve la cucina brasiliana: un crocevia di culture e sapori diversi, uniti magistralmente in un unico piatto.